Vestito di Carnevale “Ghepardo”

Cosimo questo Carnevale 2014 si è travestito da Ghepardo!  Il mio piccino adora correre a più non posso e guardando un documentario sugli animali della savana si è innamorato al primo colpo proprio del Ghepardo, che, come dice lui, corre velocissimissimo!

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Nelle foto Cosimo indossa, sotto il vestito da Ghepardo, una maglietta a collo alto rossa… riguardando le foto forse bianca o nera sarebbe stata più adatta, voi che dite?

Ma ecco come ho fatto: ISTRUZIONI

Per rifare questo vestito occorrono un paio di metri di pile marroncino e dei colori da stoffa: nero e bianco. Il cartamodello l’ho ricavato ricalcando un pigiama che Cosimo indossa comodamente. Per vedere le spiegazioni dettagliate della costruzione “casalinga” di un cartamodello le trovate insieme alla spiegazione del vestito da Leone che ho fatto per Dante.

CORPO: Una volta ricavati nel pile il davanti e il dietro, prima di unirli alle maniche, applicare la cerniera. Per i bordi ho lasciato 1,5 cm su tutti i lati e 5 cm al polso e caviglia. La misura precisa per fare l’orlo l’ho presa con il vestito indossato.

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Io faccio così, veloce e perfetto: Appuntate la cerniera nel punto esatto

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Cucire al rovescio, senza ancora tagliare la stoffa

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Una volta effettuate le due cuciture tagliare la stoffa in mezzo et voilà!

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A questo punto unire il dietro alle maniche e poi anche il davanti, all’altezza del raglan. Quando fate queste cuciture partite dal margine del bordo compreso. Io all’inizio ho sbagliato, altrimenti all’altezza del sottobraccio vi rimane un buco

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Fare 2 cuciture laterali che partano da un polso ed arrivano fino alla caviglia. Fate attenzione nel punto del sottobraccio a fermare i due bordi del raglan, uno in alto e uno in basso, come nella foto

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Cucire l’interno delle gambe. Per rinforzare un po’ questo punto ho aggiunto un pezzettino di pile all’altezza del cavallo. Una volta effettuate tutte le cuciture alleggerite i bordi tagliandoli più sottili, il bello del pile è che non ha bisogno di zigzag lungo i margini.

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Preparare la coda con un avanzo di stoffa. Io l’ho imbottita con un po’ di ovattina per renderla più consistente. Cucirla subito sotto la cerniera

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TESTA: Prendere come modello un cappellino o cuffietta che calza bene. Per non sprecare il pile marroncino, che era in quantità precisa, ho fatto prima una prova su un pile avanzato da altri lavori. Ricavare le due metà e cucirle insieme. Fare provare la cuffietta e nel caso cucire due pinces

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Anche qui tagliare i bordi di margine al minimo

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Cucire la fascetta sotto gola. Io l’ho cucita da entrambi i lati, senza lasciarla da chiudere con un bottone. Il pile è elastico e, anche se un po’ a forza, la testa ci passa bene e la cuffia non scivola via

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Con due avanzi triangolari preparare le orecchie e cucirle al posto giusto. Suggerisco di fare provare la cuffietta per trovare il posto perfetto

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Una volta fatti gli orli ai polsi, caviglie e girocollo

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colorare il vestito con i colori da stoffa. Ho utilizzato delle foto prese da internet per disegnarle il più veritiero possibile. Per bloccare i colori, una volta asciutti, bisogna stirare il vestito. Per evitare di fare la “bischerata” che ho fatto io, andando direttamente sul pile con il ferro da stiro e facendo un buco enorme, mettete un pezzo di stoffa di cotone tra il ferro da stiro e il vestito di pile! Caldo suggerimento…. sbagliando si impara!

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Ed ecco il risultato!

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Le foto le ho scattate in un posto molto suggestivo che si trova vicino al paese di Firenzuola, paese natio di mio padre e da dove è partita la tradizione liutaria della nostra famiglia, il sasso di San Zanobi.

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Tratto da wikipedia: Il Sasso di San Zanobi (chiamato Sasso di San Zenobi in Romagna) è una formazione rocciosa che si trova nell’Appennino Tosco-Romagnolo, nella valle del torrente Diaterna, a poca distanza dal passo della Raticosa, in località Caburaccia, nel comune di Firenzuola (FI).

Il Sasso di San Zanobi è una roccia ofiolitica (dalle parole greche ofis, serpente, e lithos, roccia), per le striature verdastre e violacee che la percorrono, e si innalza vicino al luogo in cui sorgeva una chiesetta e dove nel Medioevo la famiglia Ubaldini possedeva una rocca. In questa zona si trovano due piccoli monti ferrigni, che non hanno molta affinità col vicino terreno cretaceo.
Non molto distanti dal Sasso di San Zanobi si trovano altre due ofioliti: il Sasso della Mantesca e il Sasso delle Macine.

Nel IV secolo, il vescovo sant’Ambrogio di Milano si incontrò col vescovo di Firenze san Zanobi, vicino a Pietramala, dove quest’ultimo si era recato per la sua opera pastorale. In seguito a questo incontro, san Zanobi sentì raddoppiare le proprie forze ed ottenne nuove conversioni nella zona tra la Diaterna, Caburaccia e l’Idice.

Secondo la leggenda, il diavolo convocò allora un concilio infernale, per stabilire il modo di porre termine alle conversioni e propose a san Zanobi una scommessa, secondo la quale chi avesse portato dall’Idice fino alla cima della collina il più grosso macigno sarebbe stato il vincitore e avrebbe preso tutte le anime. San Zanobi si affidò a Dio e firmò questo patto. Il demonio raccolse un macigno e se lo mise sulle spalle con molta fatica e si incamminò, San Zanobi raccolse un macigno molto più grande sollevandolo con leggerezza e tenendolo sul dito mignolo e, superato il diavolo, lo posò nel luogo dove oggi si trova. Il demonio allora vedendo che aveva perso la scommessa andò su tutte le furie e gettò il suo macigno che andò in frantumi fra fuoco e fiamme (trattasi del Sasso della Mantesca, situato a non molta distanza dal Sasso di San Zanobi, nella vicina Valle del Sillaro).

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5 risposte a “Vestito di Carnevale “Ghepardo”

  1. Interessante la storia del sasso San Zanobi e gli altri due ofioliti….ma il ghepardo esprime tutto l’amore di mamma….Io una volta a mia figlia( ha gli anni tuoi) avevo confezionato minnie, ma la maestra dell’asilo la scambiò per fragola (forse si era tolta le orecchie)….
    Buona giornata
    p. s. che la sciarpa passi da fratello a fratello……ma da mamma a figlio …mi sa che è unica ….però non per lascia , ma per altre cose anche da me succede………

  2. Bella la storia di S. Zanobi e il Ghepardo era perfetto inserito in quel contesto. Brava Sofia, la tua creatività non ha limiti. Paolo

    • Grazie! Spesso si pensa che bisogna andare all’estero per vedere chissà quale meraviglia, quando il nostro bel paese è pieno di posti ameni e suggestivi, basta girare l’angolo.

  3. Pingback: 10 idee per vestiti di Carnevale fai da te | Il Mondo di Sofia: maglia, cucito, ricette e stratagemmi·

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